Crowdsourcing e Crowdfunding.

Finanza d'impresa anche di nuova costituzione non convenzionale.

Gli anni che stiamo vivendo li ricorderemo come tra i più duri degli ultimi decenni. È quando la crisi incalza che a dirla come i cinesi, ci si ingegna e così per creare impresa o per creare un lavoro in ogni caso per creare capacità di reddito, ecco che spuntano due paroline magiche:

Crowdsourcing: portare a compimento un progetto attraverso una partecipazione diffusa. Esempio limpido è Wikipedia la più grande enciclopedia multilingue esistente al mondo che è continuamente creata arricchita ed aggiornata da una moltitudine di volontari non organizzati tra di loro, ma che concorrono tutti al progetto. Può diventare una occasione di lavoro? Si se invece di Wikipedia che è un grande progetto non profit, ci rivolgiamo a settori come la grafica, la pubblicità, il web, il giornalismo. In particolare quest’ultimo ha preso piede con siti come blastingnews in cui ci si registra, si scrivono articoli e si guadagna con le visualizzazioni. Più visualizzazioni si hanno in un mese più si guadagna.
Youcapital finanzia inchieste giornalistiche. Si propone l’idea e si raccolgono i fondi necessari epr portare a termine la propria inchiesta.
Ma per avere una buona panoramica del crowdsourcing in italia c’è un interessante articolo de ilsole24ore che evidenzia i maggiori progetti in Italia .

Crowdfunding: è per il profit ciò che il fundraising è per il non profit. Anche qui si pubblicizza una idea, non si hanno capitali, allora ci si affida ad una moltitudine di persone fisiche ed altri enti che decidono di premiare con dazione gratuita di denaro ossia senza tornaconti particolari solo perché piace l’idea.

In realtà, è ormai consolidata la prassi secondo cui in ogni raccolta fondi a fronte di un contributo concesso e della sua entità che contribuiscono a raggiungere il budget obiettivo o goal, si prevedono:

  • ricompense reward based crowdfunding;
  • azioni equity based crowdfunding.

Le campagne di crowdfunding, necessitano della mediazione di piattaforme o portali dedicati e possono riguardare ogni settore d'impresa, anche non profit, e qualunque tipologia di finalità o mission.

Si sviluppano allora business collaterali come i portali che si occupano di crowdsourcing, crowdfunding, fundraising. In particolare sul crowdfunding esistono diversi portali anche in Italia dove si pubblicizza la propria idea ed entro un termine stabilito si attende che finanziatori con piccole o grandi somme incrementino quella somma fondamentale per dare il via allo start up.

Questo fenomeno cresce in modo esponenziale soprattutto perché è molto recente e quindi non ha molta storia alle spalle tuttavia gli incrementi sono notevoli. E' cresciuto del 64% nel 2011 e dell'81% nel 2012, anno in cui oltre 1 milione di progetti hanno ricevuto fondi registrando transazioni per 2,7 miliardi di dollari. Cifra che, secondo le proiezioni, entro fine 2013 raddoppierà a 5,4 miliardi. Quanto al successo del progetto in crowdfunding, la percentuale media è circa del 40%, molto variabile a seconda del Paese cui si riferisce. Negli Stati Uniti, dove si è sviluppato il fenomeno, si trovano le piattaforme - come Kickstarter e Indiegogo - e le case history più importanti. Tra queste spicca Pebble, progetto di un e-paper watch per iPhone e Android che ha raggiunto il suo obiettivo in sole 28 ore, raccogliendo più di 10 milioni di dollari da 69mila finanziatori. Non va dimenticato, a conferma del crowdfunding come strumento popolare, che in assoluto la parte più cospicua di transazioni è costituita dalla coda lunga di piccoli progettisti con budget che oscillano tra 1.500 e 3mila dollari.* In Italia è cresciuto esponenzialmente anche il numero delle piattaforme su cui sono pubblicizzate le idee. 3 nel 2011, oltre 40 nel 2013.

La Consob in agosto 2013 ha elaborato delle linee guida per l'equity based crowdfunding. Difficile, però, un im-patto economico immediato, perché la norma riguarda esclusivamente start up tecnologiche e innovative che rappresentano ancora una realtà marginale nel complesso dei progetti di crowdfunding.

Considerazioni.
Ribadendo quanto già detto in un precedente post su questo blog esistono, come sempre del resto, punti di forza e di debolezza. La forza consiste nel fatto che Internet è ormai un megafono di una potenza così grande che è in grado di coinvolgere moltitudini di soggetti altrimenti irragiungibili con altri mezzi.
Con questi sistemi si possono promuovere progetti importanti, progetti molto innovativi, soggetti diversi come venture capital possono visionare questi progetti e decidere di scommettere sull’idea, ma hanno portata limitata per la maggior parte di start up che vedono il contatore restare fermo a zero fondi.
Basta andare a guardare alcuni dei siti che ospitano attività di crowdfounding per vedere che spesso molte idee restano con zero finanziatori. Miglior fortuna portano i siti statunitensi, ma perché diversa è la cultura della stessa società. Uno Stato in cui fa pagare poche imposte, ma fa pagare gran parte dei servizi pubblici e dove, per questo motivo, il welfare e la stessa richiesta di risorse spesso sono finanziati da un atteggiamento di charity piuttosto che da un servizio pubblico strutturato.

Possiamo supportarvi nell'approccio a questa nuova modalità di ricerca di capitali. Scriveteci.


Bibliografia minima
Stefania Saraceno esperta di marketing
Marcella Loporchio esperta dei fatti organizzativi

Alessandro Brunella L'anno del crowdfunding su La Freccia, rivista mensile delle Ferrovie dello Stato, Dicembre 2013

Consob: guida al Crowdfunding